Secondi

Uova Fritte con Cicoria e Fonduta

La versione originale di questo piatto era decisamente più semplice, Teodolinda scrive che quando era di fretta e voleva preparare un piatto nutriente e buono creava una frittella con uova, formaggio stagionato ed erba di campo. Giò, leggendo questo aneddoto, ha voluto “scomporre” la frittata che faceva di solito la trisnonna per proporre un piatto che a livello gustativo ricordasse quello originale ma che alla vista risultasse più moderno e appetibile.
Possiamo trovare una costante che unisce l’Antica Ricetta della trisnonna Teodolinda e quella moderna di Giò: la qualità della materia prima.

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Polpette con Purè di Zucchine e Menta

Storicamente non si riesce a risalire alla ricetta originale delle polpette, piatto nazionalpopolare che però si ritrova, con diverse varianti, anche in altre culture, oggi lo definiremo un “comfort food”, un piatto cioè capace di mettere sempre tutti d’accordo, in qualunque posto e in qualunque tempo.
Teodolinda ci racconta, nel suo ricettario, che era solita prepararne due versioni: una di ‘riciclo’ che segue il dettame del “non si butta via niente” dove la carne delle polpette era quella del lesso avanzato, un’altra invece più ricca e cucinata nelle occasioni speciali e nei pranzi della domenica fatta con carne di vitello. Sarà proprio in quest’ultima versione che la prepareremo proprio con gli stessi ingredienti che utilizzava Teodolinda. L’unica “licenza poetica” che ci siam permessi di fare è nel contorno: Teodolinda ne preparava uno in cui le patate erano le protagoniste, un frutto della terra buono, economico e nutrizionalmente consistente, insieme a verdure miste di stagione che faceva cuocere lentamente sopra le braci del camino. Abbiamo preso ispirazione da questo per accompagnare le polpette con un purè di zucchine e patate dai sapori freschi che rimandano all’estate grazie all’aggiunta della menta.

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Torta di peperoni

Con l’estate che fa la sua comparsa e ci delizia della sua calda presenza, ecco che nei campi iniziano a sbocciare quei frutti tipicamente estivi.

Quello che offriva la stagione e quanto gli animali che razzolavano nell’aia, le galline, riuscivano a produrre, era un buon modo per dar vita ad un piatto gustoso, saporito e nutriente.

Ecco quindi che Teodolinda decide di ideare questo piatto a base di peperoni, cipolle e formaggio, sapori forti che non la mandano certo a dire!

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Frittata con gli Strigoli

Oggi con il termine “strigoli” intendiamo delle generiche erbe di campo ma in passato con questo nome si intendeva un’erba spontanea e commestibile che, anticamente, le vergare, le donne che mantenevano le fila e governavano la casa, esperte conoscitrici di erbe spontanee, raccoglievano e utilizzavano come base per svariati piatti. In questa ricetta saranno protagonisti, insieme alle uova, di una frittata, facile ma gustosa, ideale per le scampagnate che si fanno per godersi i primi tepori delle giornate primaverili.

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Pollo Ubriaco

A Teodolinda venne un’idea: usare la birra per insaporire al meglio le delicate carni bianche del pollo.

Oggi, gustiamo quella ricetta antica con una punta di miele, per ricreare un certo contrasto di sapori.

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tagliatelle ragu metauro

Tagliatelle al Ragù del Metauro e Braciole

‘Anticamente’ nel 1800, primi del ‘900, il ragù era considerato un piatto ricco o che si poteva gustare in occasioni molto speciali. La carne era preziosa e non capitava così abitualmente di consumarla.
Questo piatto nasce come una vivanda a se stante, come quello che oggi potremmo considerare un brasato. Solo in seguito ‘il sugo’ sarà utilizzato come condimento per la pasta. Ecco spiegato il motivo per cui può essere considerato un piatto unico.

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Frittata di Cipolle e Pomodori

Teodolinda ricorda, nel suo ricettario, di quando era bambina e d’estate accompagnava genitori e nonni in campagna. Di ritorno dalle fatiche della campagna, poco prima di cena, erano soliti fermarsi al loro orto e raccogliere quello che aveva da offrire: un ceppo d’insalata, qualche pomodoro, cipolle. Immancabili, inoltre, erano le uova delle galline deposte in giornata. È proprio dalla necessità di consumare quello che si era appena raccolto e di preparare qualcosa di veloce, ma soprattutto nutriente, che nasce questa ricetta, facile ma che con un solo boccone è in grado di rimandarci a questi antichi ricordi.

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Crescia di Granturco

Nel suo ricettario Teodolinda, custode di ricette antiche, ci racconta che nei periodi di magra, quando la farina di grano tenero scarseggiava, per poter fare il pane, ci si ingegnava preparando focacce e cresce con la farina di mais.
Racconta di come un impasto di farina di granoturco e acqua venisse poi cotto tra le braci del camino acquistando così, una volta cotto, una particolare sfumatura e un leggero sentore affumicato.
In questa versione, sicuramente rivisitata e più ricca rispetto all’originale, Giò vuole ricreare un piatto che, mangiandolo, possa ricondurci alle sue antiche origini.

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Pasticciata alla Pesarese

La pasticciata è uno di quei piatti che solo a nominarlo ti fa subito venire in mente i giorni di festa e i pranzi della domenica con tutta la famiglia riunita.
Questo, infatti, era un piatto che, nel passato, veniva preparato per le occasioni conviviali come il Natale o i matrimoni. Un piatto che gli anziani definirebbero di “lusso” ma che, leggenda narra, abbia in realtà origini povere.
Sembrerebbe infatti che la moglie di un macellaio, cercando di rendere tenera la carne di bovino adulto, abbia per prima realizzato questo brasato facendolo cuocere per ore e ore e ottenendo così un piatto che fa ormai parte della tradizione culinaria dell’entroterra marchigiano.

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Arrosto imbottito

Un connubio perfetto tra la rosolatura della carne e il sapore caratteristico di questo legume primaverile insaporito, come vuole la tradizione locale, con finocchietto e aglio.
Preparato con prodotti certificati provenienti da filiera chiusa scelti direttamente dai produttori locali, garanti della genuinità di ciò che mangiamo.

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